I disturbi di ansia: cosa sono, cosa fare, quale terapia

L’ansia indica uno stato emotivo di apprensione, una condizione in cui ci sentiamo tesi, preoccupati, a disagio e costantemente in pericolo.

L’ansia non è una malattia, prima di tutto, è un’emozione comune a tutti che serve per attivarci di fronte ad una situazione di possibile difficoltà. Quindi è più opportuno definirla come un segnale a cui dare ascolto, piuttosto che come una malattia.

L’ansia è un’importante funzione del cervello, una risorsa  che ci può aiutare a superare i momenti di difficoltà e i cambiamenti che la vita propone.

Può, tuttavia, trasformarsi in una condizione di forte malessere tanto da compromettere la qualità della vita di una persona.

Siamo abituati a pensare all’ansia come a qualcosa di negativo, come ad un malessere e/o una condizione psicopatologica che può devastare la qualità della vita di una persona.

Ma l’ansia non è tutta negativa, anzi, se presente nelle giuste dosi e in situazioni appropriate è tutt’altro che una nemica da combattere, al contrario, può rilevarsi  una preziosa ed utile  alleata capace di tirare fuori le nostre risorse più nascoste.

La vita è fatta di molti cambiamenti. Ogni cambiamento, sia bello che brutto, è un momento di crisi e di rottura con il passato, con quello che siamo stati fino a quel momento, e questo può determinare situazioni momentanee di difficoltà.

L’ansia interviene proprio in questi momenti, dicendo alla nostra mente che c’è una situazione di pericolo e attivando meccanismi di protezione che ci consentono di fronteggiare difficoltà e paure che sono proprie di ogni mutamento.

L’ansia, la paura e il panico sono i tre segnali con cui la mente risponde ad una situazione che percepisce come pericolosa o rischiosa.

Queste fanno parte della famiglia delle emozioni e sono presenti nella vita di ciascuno di noi senza  accompagnarsi all’esigenza di visitare uno psicoterapeuta.  Ma le emozioni si possono  ammalare tanto da non essere più controllabili e generare malessere e sofferenza. Quando le emozioni si ammalano diventano: fobie, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo.

Ed è questo il lato oscuro e malato dell’ansia, quello che imprigiona chi ne soffre in una gabbia di pensieri, comportamenti e paure molto limitative.

Quando l’ansia diventa una malattia da curare?

Quando i comportamenti, le emozioni, le relazioni, la vita di una persona si organizzano intorno all’ansia, alla paura, alla preoccupazione tanto da limitare la libertà di esplorare e di vivere.

Nel momento in cui l’ansia paralizza i comportamenti, nel momento in cui si ha la sensazione che le proprie forze siano inadeguate ad affrontare un problema da non permettere di decidere e scegliere, allora è il caso di chiedere il parere di un esperto!

Per capire quanto l’ansia è diventata un problema chiedetevi sempre quanto l’ansia interferisce con la vostra vita, quanto l’ansia è sproporzionata rispetto ad una situazione reale tanto da limitare la vostra libertà.

Come riconoscere un disturbo ansioso?

I disturbi di ansia includono: fobie, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, disturbo ossessivo compulsivo.

Gli sati ansiosi si manifestano con una costellazioni di sintomi sia mentali (tensione, nervosismo, eccessiva preoccupazione per sé e per gli altri, insonnia, facilità al pianto) che fisici (palpitazioni vertigini, nausea,aumento della sudorazione, aumento della frequenza respiratoria, coliti, emicranie).

La maggior parte delle persone lamenta un malessere ansioso legato ad una  combinazione dei sintomi descritti. Il prevalere o il cristallizzarsi di alcuni sintomi rispetto ad altri, determina se si tratta di un disturbo di ansia generalizzato, attacco di panico, ansia sociale o fobie.

Inoltre, chi soffre di ansia, spesso è anche depresso.

Vivere sempre tesi, preoccupati, avere palpitazioni, sudare, non riuscire a rilassarsi rende la vita faticosa e questo può portare a demoralizzarsi.

Essere demoralizzati non vuol dire essere depressi, in questo caso l’umore depresso è una reazione normale emotiva ad una condizione di difficoltà.

Quale Terapia?

Mentre l’ansia positiva, quella che ci orienta e ci stimola va gestita e non mortificata, l’ansia patologica, quella che imprigiona i nostri pensieri e i nostri comportamenti, va sicuramente curata.

In fase diagnostica è bene accertarsi se il malessere ansioso nasce da condizioni mediche o ha un’origine psichica. Quindi in una fase iniziale sarà importante rivolgersi al medico per escludere una componente organica nello scatenarsi dell’ansia.

Una volta esclusa la natura organica dell’ansia sarà utile rivolgersi ad uno specialista in psicoterapia, in quanto l’ansia, da un punto di vista psichico non è il problema ma la spia di un malessere più profondo, che  va affrontato attraverso un lavoro di comprensione e di elaborazione proprio di uno spazio psicoterapico.

Potrebbe risultare utile, in alcune situazioni, affiancare alla psicoterapia un supporto farmacologico. Un intervento psicoterapico non esclude un supporto farmacologico.

Se la terapia ed il supporto farmacologico hanno un ruolo importante nella cura dell’ansia, l’esperienza clinica ha dimostrato come l’esercizio fisico aerobico e l’allenamento regolare sembrano avere un effetto ansiolitico. Cambiare lo stile di vita può rappresentare un grande aiuto.



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