Qualche riflessione a proposito di Padri e Figlie di Gabriele Muccino

Gabriele Muccino esplora un tema molto caro alla psicologia, il rapporto tra padre e figlia. Un legame intenso ma molto spesso silente, a volte afono, a cui solo le vicende della vita riescono a dare voce.

Padri e figlie è un film che riguarda un po’ tutti perché quello che impariamo sull’amore o non impariamo, influenzerà e non poco le nostre relazioni future, più o meno autentiche che siano. E sarà sempre nell’incontro con un “altro” significativo ed importante per noi la possibilità di cambiare il copione familiare.

Esperienza complessa raccontare la trama di un film, in quanto si tratta di tradurre in parole ricordi, riflessioni, emozioni di cui prendiamo consapevolezza da una forma di linguaggio non, o non esclusivamente, verbale. Quasi impossibile trovare un equivalente verbale adeguato.

L’immagine possiede sempre un potere evocativo ed espressivo più forte della parola nell’attivare vissuti intensi e profondi.

Padri e Figlie è un film, a mio parere, di una certa portata evocativa nel dare voce ad un vissuto emozionale profondo che può esserci tra un padre ed una figlia. Purtroppo saranno le vicende della vita ed un destino poco generoso a rendere prezioso il legame tra Jack e Katie.

Jack è uno scrittore di successo che perde la moglie in un grave incidente stradale. Si ritrova da solo a crescere la figlia Katie e a fare i conti con una serie di problemi fisici e mentali. La morte della madre è la prima grande assenza che sperimenta katie.

L’elaborazione della perdita, tuttavia, è resa possibile dalla presenza di un papà affettuoso e premuroso che ha come unico obiettivo nella vita quello di prendersi cura della figlia. L’amore di un genitore può far superare la perdita e l’assenza dell’altro.

La vita di katie si complica perché perderà anche il padre, ma non la traccia di un papà che l’ha amata più di ogni altra cosa al mondo. Intanto katie cresce, diventa donna e si laurea in psicologia.

Tuttavia le rimane dentro l’ombra del vuoto e dell’assenza che la spinge ad agire comportamenti disfunzionali che la fanno soffrire, come avere ripetuti rapporti sessuali occasionali con persone sconosciute.

Kate, nel timore di rivivere l’esperienza della perdita, ha difficoltà ad avvicinarsi e ad entrare in intimità con le persone.

Tra passato e presente, attraverso un gioco di immagini che parlano di katie bambina e di katie donna, il regista mostra come nelle relazioni significative della nostra infanzia è contenuto il seme delle nostre relazioni future.

L’entrata di Cameron nella vita di katie cambia la trama della sua storia.
Come spesso accade nella vita , avviene qualcosa che può curare la paura delle persone. Tante volte questo qualcosa sono gli eventi della vita o incontri con altre persone disposte a capirti.

Nell’incontro con Cameron, katie scopre la possibilità di amare senza il timore di essere abbandonata. Ma questo è reso possibile dalla traccia rimasta viva in lei del prezioso legame con il suo papà.



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